Senxualidad

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Sensualidad - Bad Bunny X Prince Royce X J Balvin

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Informazioni sul dizionario contestuale Scarica l'app Contatto Considerazioni legali Impostazioni privacy. Esta ave su nombre quiere decir Quecholli, que uno de los dioses aztecas, que se tiene por una divinidad de la felicidad, belleza e intenso amor De cabeza grande y negra y pico redondo, largo y amarillo, de pecho y espaldas blancas y de plumaje corto.

Lo interesante de esta ave es la creencia que la cubre, la cual para ser cazada deben los amerindios pasar por varias vicisitudes.

Ivi, pp. Sus plumajes son de color negro y la cabeza y espaldas de color pardo oscuro. Los ballesteros matan muchos de ellos, porque los hay en mucha cantidad.

El Ivi, p. Han tenido de esto que digo algunos religiosos cierta experiencia, que la han visto en sus huertos Un canto a los dioses habla por mil cronistas y cien mil aprendices de historiadores.

Sois creaturas suyas. Uno di questi filoni porta alla lontana isola di Puerto Rico. Roberto Moresco. Nel secondo dopoguerra, da questa area della Campania, che si affaccia sul Mar Tirreno, in migliaia partirono con destinazione il Regno del Belgio per estrarre carbone dalle miniere.

Nel secondo dopoguerra, verso il Belgio partirono in migliaia anche dalla Sardegna per lavorare nelle miniere di carbone.

Maria Grazia Sanna. Tiziana Varchetta. In , the island was unified with the Department of Golo, in Corsica, the administrative centre of which was Bastia.

It was not until the annexation of the island by Corsica that many Capraia islanders moved to Bastia and the Capocorso: over four hundred people left the island in years, especially in , when the island was assigned to the Kingdom of Sardinia by virtue of the Vienna-Capraia treaty.

Fathers and sons of many families tried to start a new life, mostly as sailors and traders, jobs they used to do in their native island.

Initially, most Capraia islanders settled in Bastia, but then many moved to other municipalities of the Capocorso, where they found jobs that were more in line with their previous experience.

Others belonged to a migratory flow which got them from Corsica —and especially from the Capocorso— to mainland France and other faraway countries.

One of these flows arrived to the remote island of Puerto Rico. Maybe attracted by the stories heard in the port of Bastia, many young people of this land decided to lead an adventurous life in distant countries and make a fortune.

Altri si inseriscono in un filone migratorio che dalla Corsica, ed in modo particolare dal Capocorso, porta al continente francese e a paesi lontani.

Nel settembre del il commodoro inglese Horatio Nelson occupa Capraia per circa un mese, per sloggiarne i corsari francesi ma, nello stesso tempo, blocca il porto e le numerose imbarcazioni capraiesi che vi sono alla fonda.

Nel a Genova, sotto i colpi della rivoluzione giacobina, crolla la Repubblica aristocratica e nasce la Repubblica Ligure.

Nel Capraia viene occupata dalle truppe francesi per impedire che cada nelle mani della flotta inglese che assieme alle truppe austriache sta assediando Genova.

I, , pp. Non tutti, quindi, riescono a trovare una sistemazione soddisfacente e si devono accontentare di svolgere lavori poco remunerativi o di piccolo commercio.

Figura 2: G. Gli schiavi africani vengono utilizzati nella coltivazione della canna da zucchero. Molti di loro scelgono, come vedremo il cognome del loro padrone.

I capraiesi da Bastia a Puerto Rico Purtroppo non abbiamo documenti che attestino da dove i capraiesi siano partiti e con quali mezzi siano arrivati a Puerto Rico.

Da marinai si trasformano in agricoltori o commercianti ed arrivano a possedere degli schiavi per coltivare gli appezzamenti di terreno che gli sono stati concessi.

Fanno tutti parte di famiglie di marinai e nella marineria capraiese hanno appreso i primi rudimenti della navigazione.

Il padre Giuseppe Cuneo, a partire dal , naviga sui battelli postali francesi che fanno servizio tra la Corsica e la Francia. II, , pp.

Il 13 agosto, marinaio, presenta domanda di naturalizzazione a Bastia, dove risiede, per potere continuare a navigare sui bastimenti francesi.

Con lui si trasferiscono a Bastia i figli Andrea e Giacomo. Il 9 novembre ottiene il permesso di domicilio in Francia Il fratello di Andrea, Giacomo, nato il 27 luglio , il 17 gennaio sposa a Capraia Maria Orsola Filippi di Stefano e alla fine dello stesso anno si trasferisce a Bastia dove esercita il mestiere di marinaio Figura 3: G.

Il 5 e 6 maggio il cancelliere raccoglie le testimonianze giurate di tre persone che possono attestare la sua origine e la sua fede cattolica.

Il 2 agosto entra nel porto di Mayagüez al comando della goletta spagnola Ursulita proveniente da Aguadilla con un carico di tabacco Poco dopo riesce ad acquistare il piccolo veliero bote San Juan con il quale il 23 dicembre arriva ad Aguadilla proveniente da San Juan con un carico di frutta secca della Spagna e lo stesso giorno riparte per Mayagüez con un carico di pesci e chiodi Dotato di un porto importante posto in posizione strategica sulle rotte dei bastimenti che navigano nei Caraibi.

Il padre Natale Solaro, marinaio, viene radiato dai ruoli marittimi del porto di Capraia il 23 maggio e nel muore in Sardegna. Il suo figlio maggiore, Giustiniano, marinaio sulla feluca capraiese S.

Tra il e il naviga come mozzo sulla gondola S. In quel periodo nel suo porto arrivano numerosi emigranti dal Venezuela, Corsica, Francia e Santo Domingo Il Solari scarica le seguenti merci personali: un canestro di lastre di marmo, tre casse di bottiglie di gin, una botte di vino, tre casse di olio, tre barili di chiodi e attrezzi per farsi una casa.

Per un elenco dei padroni e marinai di Capraia nel periodo v. Il tenente riconosce che la richiesta iniziale non era stata accolta per un legittimo impedimento.

Nel partecipa a una colletta di fondi per la costruzione degli Hospitales de la Caritad di Madrid versando 2 rial Nel settembre del Leonardo si ammala di colera e il 23 dello stesso mese redige il suo testamento lasciando come esecutori testamentari la moglie Magdalena, il genero Giuseppe Filippi e il figlio Nadal.

Secondo il censimento degli schiavi del gli eredi di Leonardo Solari possiedono la schiava Leonor, di anni 37, nata in Africa Stefano e Maria Giuseppa Biagini di Antonio Gli Aforades sono persone pubbliche che godevano di privilegi, in questo caso sono i membri della locale giunta di Marina.

La maggior parte delle pagine di questo documento, incluse quelle che riportano il testamento, sono illegibili. Previo giuramento, il governatore gli concede lo stesso giorno il certificato di domicilio.

Lo stesso giorno dopo aver giurato in presenza del governatore gli viene concessa la naturalizzazione. Dal matrimonio nasce un solo figlio di nome Aristides.

Nel partecipa a una colletta di fondi per la costruzione degli Hospitales de la Caritad di Madrid versando 1 pesos Nel chiede al nipote Antonio Filippi, residente in Corsica, di raggiungerlo a Puerto Rico per aiutarlo nella coltivazione di palme da cocco e nel negozio di merci varie.

Il 23 settembre Leonardo Solari lo nomina tra i suoi esecutori testamentari. Muore nel periodo I suoi beni passano alla moglie Luisa e al figlio Aristides che muore intorno al Nel scoppia una guerra tra la Spagna e il Marocco per il possesso dei porti spagnoli sulla costa africana.

Lo schiavo Francisco nasce da una relazione del figlio Aristides Filippi con la schiava Paula Il certificato di domicilio gli viene concesso dal governatore e capitano generale, Miguel de la Torre, nel mese di giugno del Natale Luccari Nadal Lucari nei documenti spagnoli Nasce a Capraia il 27 aprile viene registrato allo stato civile di Capraia come nato il 30 maggio da Nicola Luccari e Maria Domenica Solaro, sorella maggiore di Leonardo Solari Si dimette a Tolone il 3 luglio e ritorna a Capraia Tra il e il Nicola Lucari emigra in Corsica, prima a Bastia, poi a Cagnano dove esercita la professione di calafato.

Con lui si trasferiscono in Corsica la moglie e i figli nati a Capraia. Il 17 agosto ottiene il permesso di recarsi nella capitale insieme allo zio Leonardo Solari per presentare la domanda di domicilio.

Per dimostrare di essere cattolico apostolico romano allega il suo certificato di nascita rilasciato dal parroco di Capraia, Domenico Morgana, nel febbraio del La moglie lascia un testamento extragiudiziario redatto insieme al marito nel quale nomina esecutori testamentari Leonardo Solari e Antonio Rui.

Muore prima del Nel dicembre del testimonia in favore di Domenico Raffucci di Bastia che deve sposarsi. Possiede una piccola fattoria e una drogheria.

Su Agostino Solaris non si hanno altre notizie. Secondo Wilfredo Altieri, Juan, lo schiavo libero, nato dalla relazione di Antonio Filippi con la sua schiava Sinforiana, fu riconosciuto dal padre e prese il 74 Ammentu, n.

Ibidem, United States Census. Antonio Cunio Il 18 dicembre entra nel porto di San Juan proveniente da Aguadilla al comando della palandra spagnola San Juan, carica di cuoio, dopo quattro giorni di navigazione.

This fact leads many to emigrate abroad Cilento. One of the preferred directions is Belgium where they go to work in the mines.

After discussing the issues related to the inclusion, is also briefly examined the role of women. The essay concludes with the tragedy of Marcinelle with the testimony of a cilentano Keywords Causes of emigration - Cilento - Integration - Women - Language - Dialect - School - Mine Workings - Tragedy Marcinelle Riassunto Il saggio tratta delle condizioni di arretratezza delle zone Cilentane dopo la seconda guerra mondiale.

Questo fatto spinge molti cilentani ad emigrare all'estero. Dopo aver trattato delle problematiche riguardanti l'inserimento, viene esaminato brevemente anche il ruolo della donna.

Il saggio si conclude con la sciagura di Marcinelle con la testimonianza di un cilentano. Per Manlio Rossi-Doria, la Regione campana presenta una differenza tra le aree di "polpa", e le aree di "osso", queste ultime sono le zone di montagna, tendenzialmente povere1.

Riguardo al primo motivo, i contadini potevano produrre solo quanto bastava al fabbisogno familiare; riguardo al secondo, i terreni, dal momento che erano frazionati e disomogenei, non potevano essere adibiti ad un'unica produzione specializzata nel commercializzare i prodotti.

Infatti, scriveva il Sindaco di Agropoli: I reduci dal fronte cercano lavoro nei propri antichi mestieri, solo i contadini incrociano le braccia rifuggendo dalla campagna3.

A conferma di questo fenomeno, anche il Sindaco di Trentinara lamentava che i reduci appena tornati preferiscono lasciare il paese pur di non tornare a lavorare la terra4.

Non diversa fortuna ebbero i provvedimenti dell'ottobre dello stesso anno, mirati a disciplinare alcuni contratti agrari. Si trattava di una svolta epocale: le masse contadine in molte zone del Mezzogiorno avevano organizzato forme di lotta che costrinsero i proprietari terrieri ad accettare quelle norme.

Era inevitabile che prima o poi la tensione sociale sfociasse in atti di vera e propria ribellione. I, Istituto Editoriale Nazionale, Milano , pp.

La stessa Chiesa cattolica, anche se parte in causa per i tanti terreni posseduti e incolti, era consapevole del grave problema. A tal proposito, i vescovi meridionali, in una lettera pastorale, affermavano che non era possibile rimanere inerti di fronte alla miseria di alcune classi popolari Il tutto andava evolvendosi, soprattutto sotto la spinta del movimento contadino, verso sbocchi naturali che non erano condivisi certamente dai proprietari terrieri.

Un controprogetto di riforma, infatti, venne presentato al Parlamento da un gruppo di deputati, che, assumendo le difese degli agrari, propose una soluzione prescindente da qualsiasi espropriazione della terra ai proprietari La tensione era altissima.

La provincia di Salerno conobbe i primi scioperi dei lavoratori di varie industrie locali cui seguirono manifestazioni di piazza a sostegno delle lotte operaie e delle rivendicazioni dei contadini, a seguito delle quali il Governo non poteva rimanere inerte.

Nel Cilento, invece, non ebbe risultati di rilievo, in quanto le zone avevano una struttura sociale, che si basava su canoni materiali e rituali di residua ispirazione feudale.

Carmine De Martino di Salerno e sottoscritto da deputati dalle D. Infatti, scontato il fatto che assicuravano lavori essenzialmente periodici e stagionali, nel corso del conflitto avevano notevolmente ridotto la produzione, senza contare che i locali per la lavorazione del tabacco erano stati addirittura requisiti per motivi bellici.

Le grandi industrie del settentrione operanti nel settore si rinnovavano, introducendo nuove tecniche e materiali meno costosi, che, inseriti in processi lavorativi di diversa natura e dimensione, consentivano un incremento produttivo di notevole portata con risparmi di energie e di mezzi.

Con l'agricoltura e l'artigianato in una progressiva crisi, l'industria praticamente inesistente, i lavori pubblici insufficienti, incapaci di creare un valido supporto all'occupazione, ai Cilentani non restava altro che seguire l'esempio dei padri e, ancora una volta, abbandonare la propria terra per cercare lontano quel che in patria era loro negato.

I campani e, in particolar modo i cilentani, emigrarono verso il Belgio. I Cilentani, che abbandonavano la loro terra, raggiungevano, a seconda delle zone di provenienza, le stazioni di Sapri, Vallo della Lucania, Agropoli, Capaccio.

Le Ferrovie dello Stato furono inizialmente colte alla sprovvista, ma poi assunsero due provvedimenti: istituire treni speciali riservati agli emigranti e potenziare i convogli ordinari aggiungendo altre carrozze.

Occorreva uscire da questa crisi dando ossigeno e nuovo impulso alla produzione di carbone. A causa del conflitto mondiale, i vecchi minatori, che provenivano da varie nazioni europee, abbandonarono le miniere facendo ritorno verso le terre d'origine.

L'intesa prevedeva l'invio da parte del Governo italiano di minatori in cambio della fornitura di carbone fra due e tre milioni di tonnellate Fin dal , nei paesi del Cilento erano comparsi manifesti che propagandavano le condizioni di vantaggio per coloro che intendevano trovare lavoro nelle miniere del Belgio.

Gli avvisi venivano affissi negli atri delle stazioni, presso gli uffici pubblici e negli albi dei Comuni. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fedechar captava la fantasia e accendeva le speranze dei molti cilentani.

Negli avvisi veniva data particolare evidenza ai salari ed erano prospettati altri vantaggi: alloggi convenienti, condizioni 16 Il postale era un autobus per le persone e per la posta quotidiana onde il nome.

L'accordo venne approvato successivamente con la Legge del 16 dicembre Inoltre, nonostante le leggi del tempo non prevedessero la corresponsione degli assegni familiari ai lavoratori belgi, veniva riconosciuto ai minatori italiani la corresponsione degli assegni per i figli che risiedevano fuori dal territorio belga Dietro quelle offerte, apparentemente di tutto vantaggio, si nascondevano gli interessi dei Charbonnages, che perseguivano un solo obiettivo: il massimo guadagno con la minore spesa.

Infatti, in diverse zone del Cilento si usava costruire case in pietra viva, estratta dalle rocce. Dopo aver superato le visite mediche nel Centro di accoglienza a Milano, gli emigranti venivano trasportati con camion nei pressi dei luoghi di lavoro, dove erano dislocate le baracche abitative.

L'acqua corrente e i servizi igienici erano posti all'esterno delle baracche. La coabitazione forzata, la scarsa 18 Cfr. Funziona a batteria ed ha una autonomia di circa dieci ore.

Siamo quasi tutti meridionali. I cilentani sono tanti. Ognuno ha paura di scendere per la prima volta sottoterra [ Ad ogni fermata scende un gruppo.

Mentre scavo mi accorgo che una polvere aspra entra in bocca e secca la lingua. I carrelli pieni di carbone vengono agganciati a dei cavalli che li trascinano lungo tutta la galleria, fino al montacarichi dove, sganciati i cavalli, i carrelli vengono saliti in superficie.

Per questo fatto vengono portati in superficie solo dopo la morte. Ma dopo pochi giorni o muore o impazzisce e, in questo caso, gli sparano in testa per fermarlo.

In un certo senso stiamo meglio noi uomini che possiamo risalire, mentre quelle bestie, una volta discese, hanno chiuso la loro vita Il cedimento di una impalcatura, una frana che ostruiva una galleria, una fuga di gas, tutto poteva sfociare in una tragedia.

Il gas era il nostro terrore. Eravamo in tanti noi cilentani. Eppure in 23 Guido Marinelli, nato il 5 maggio , emigra in Belgio il 2 dicembre dove lavora fino al Rientrato dal Belgio risiede ad Agropoli.

L'emigrazione cilentana in Europa dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, Centro di Promozione Culturale per il Cilento, Acciaroli , pp.

Noi non li cacciavamo e lasciavamo che ci girassero attorno. Anzi, per quanto repellenti, la loro presenza per noi era una sicurezza.

Ma, come prevedevano i minatori italiani, la tragedia era dietro l'angolo. Infatti, l'8 agosto , a Marcinelle, perirono minatori, di cui italiani.

Forse, ho pensato, fanno tutto in fretta per non farti capire dove vai a finire, o per non farti pentire di essere venuto in miniera o per non darti il tempo di avere paura.

Sotto troverai un minatore esperto dal quale imparerai il mestiere. Dal nostro posto vedevamo una nube nera che si alzava altissima verso il cielo.

Abbiamo capito subito che era successa una tragedia. Si parla di centinaia di morti. Ognuno fa il nome degli amici e dei conoscenti che lavorano a Marcinelle e sperano che siano ancora in vita.

Per oltre 24 ore si sentono sempre le sirene delle autoambulanze e della polizia. In segno di protesta sospendiamo il lavoro.

Lo riprendiamo quando il rappresentante della Ditta ci dice che saremo autorizzati ad andare ai funerali. Centinaia di donne che gridavano come impazzite, si tiravano i capelli, si graffiavano il viso.

Molte svenivano. Dalla fossa venivano salite ad una ad una le bare che, allineate nello spiazzo, venivano benedette da un prete. La folla presente si inferocisce.

Lo chiedo ad un amico, non lo sa. Sono rimasto inorridito e ho giurato che appena possibile lascio la miniera e il Belgio.

Del Belgio e 26 Cfr. Raffaele Serra di Abatemarco, nato il 4 novembre del , emigrato il 16 marzo dapprima in Francia, passa in Belgio a fine luglio dello stesso anno.

Marcinelle divenne il simbolo della sofferenza, della fatica e del sangue versato sul lavoro dagli Italiani nel mondo.

Vennero assunti provvedimenti legislativi volti a prevenire gli incendi e a migliorare le condizioni in miniera. Collegato a questo, fu un primo esodo di emigrati dalle miniere stesse, sia da quelle piccole e improduttive, progressivamente chiuse, sia da quelle grandi che provvedevano ad una revisione dell'organico, lasciando liberi dal vincolo contrattuale quegli operai che erano intenzionati a ritornare ai loro paesi d'origine o a cambiare lavoro.

Ai primi cilentani, che avevano lavorato in miniera, andavano sostituendosi altri che trovavano impiego in altri campi.

I settori che li hanno attratti sono stati: la siderurgia e la metallurgia, l'edilizia, l'industria del vetro e del cristallo, della chimica e della gomma.

Non volevano essere dimenticati! Dopo le prime lettere, arrivava anche qualche fotografia che serviva a tranquillizzare i parenti rimasti a casa.

Nella fotografia, la macchina non era strumento di rappresentazione, ma messaggio di comunicazione familiare. Non richiedevano ulteriori commenti, parlavano da sole: erano un bene molto prezioso.

Ecco gli emigranti esibire la prima automobile, farsi ritrarre davanti alla propria casa, che, da semplice agglomerato di lamiere o di legno, era diventata una costruzione, anche semplice, ma comunque in muratura.

Avvicinarsi alle autobiografie ha significato confrontarsi con il problema linguistico. Le visite ai parenti e a tutta la famiglia, agli amici, hanno animato i paesi degli emigranti, determinato anche da una circolazione intensa di automobili e riacceso la vita di quei paesi.

Gli emigranti con le loro rimesse hanno consentito il miglioramento delle terre di origine. L'emigrato, che riusciva in tale intento, spianava la via dell'integrazione.

Altro problema riguardante l'integrazione era costituito dalla lingua. Lavoro per gli uomini nelle miniere, lungo le ferrovie, come tagliatori di pietre o di marmo; a scavare canali o gallerie, costruire edifici, pavimentare o pulire strade, servire nei negozi e nei ristoranti, lavorare nelle fabbriche.

Per le donne cucire o lavare, raccogliere o stirare o tessere o trasportare, il lavoro era naturale, una volta ottenuto. La non conoscenza della lingua aveva gravi conseguenze sia di ordine pratico sia di ordine psicologico.

Gli emigranti, che partivano dal Cilento, erano analfabeti. Il dialetto cilentano appariva incomprensibile anche agli stessi italiani emigrati, che utilizzavano le proprie parlate regionali, il che rendeva difficili i rapporti fra gli appartenenti allo stesso gruppo nazionale.

Infatti, accadeva che i medici stranieri riscontrassero sintomi di alterazioni psicofisiche in molti lavoratori immigrati, la cui origine facevano risalire allo stress provocato dalla nostalgia.

In alcuni casi questa patologia determinava uno stato invalidante; il che dimostrava quanto gravi fossero le conseguenze su chi ne era affetto.

Ai genitori, per i quali era importante l'avvenire dei figli, veniva posto un serio problema di scelta. Nello stesso tempo, significava anche non fornire loro le basi, nel caso in cui il programmato rientro in patria non avesse corso, per affrontare il futuro.

Alla fine del primo ciclo scolastico quei bambini finivano col trovarsi in una situazione di emarginazione, dalla quale non era facile anche in seguito poter uscire.

Non solo, ma, in questo secondo caso, i bambini si trovavano a vivere la grande contraddizione fra il dover apprendere una lingua e una cultura nella scuola, mentre in famiglia parlavano la lingua dei genitori e si comportavano secondo i loro insegnamenti ispirati alla propria educazione originaria.

Durante la permanenza nelle aule scolastiche i figli degli emigrati inevitabilmente erano portati ad imitare atteggiamenti, modi, gesti, espressioni dei bambini locali.

Poco alla volta si ispiravano al loro abbigliamento, al modo di giocare, alle abitudini. Esse dimostrano la forza e il significato aggregante di quelle catene migratorie.

In tal modo risultava indispensabile la presenza della donna nel paese d'origine per gestire quegli spazi che un giorno avrebbero consentito la riunificazione del nucleo familiare.

Inoltre, per molto tempo non venne consentito al lavoratore immigrato di richiamare i propri familiari, se non a condizioni impraticabili.

La donna cilentana raramente lavorava, se non nei campi. In tal modo, usciva dalla sfera privata e diventava essa stessa titolare di quei rapporti pubblici mai praticati.

Doti queste, cui hanno dovuto far di nuovo ricorso nel momento del rientro, quando occorreva reinserirsi nel loro vecchio ambiente, per molti versi, diventato quasi estraneo In particular, an analysis is made on the more than partners of the Circle, providing updated data on the gender, age, and civil status of its registered members, as well as further news on their origin, places of residence in Belgium and occupation.

Dai racconti emerge anche come, negli anni, si sono sviluppati i rapporti con i belgi e con gli isolani che sono rimasti in Sardegna4.

Ai moti rivoluzionari belgi del parteciparono volontari italiani, dai liberali ai socialisti e agli anarchici. Sappiamo, inoltre, che gruppi di liberali italiani sconfitti, trovarono rifugio in Belgio durante il Risorgimento.

Chi sono e come vivono gli emigrati sardi di prima, seconda e terza generazione? Successivamente, subito dopo il primo conflitto mondiale, vi fu un nuovo flusso di italiani che raggiunse il Belgio.

Si tratta, in gran parte, di emigrati che avrebbero ricoperto i numerosi posti di lavoro lasciati liberi dai lavoratori belgi nel settore minerario Il governo belga si rivolse alla forza lavoro degli immigrati, non solo italiani, ma anche polacchi, francesi, algerini, tunisini e marocchini Gli italiani inizialmente raggiunsero il Belgio per iniziativa personale Questo stato di cose costrinse il ministro Achille Van Acker ad avviare la cosiddetta bataille du charbon19 battaglia del carbone.

Lo scopo era quello di convincere il maggior numero di disoccupati belgi a lavorare in miniera. In che modo?

Gli uomini erano Erano reclutati, in questa prima fase, soprattutto lavoratori provenienti dalle regioni settentrionali e centrali, mentre erano ancora forti i pregiudizi nei confronti dei meridionali.

Dei lavoratori che si trovavano nel sottosuolo della miniera di carbone, a partire dalle ore 8 di quella grigia e cupa mattinata di agosto, ben morirono arsi dalle fiamme divampate a causa di un corto circuito di un cavo elettrico.

Ci fu anche un flusso di arrivi clandestini, formato da individui e famiglie provenienti soprattutto dal Sud della penisola.

III, n. Tra gli italiani illustri, si ricorda anche Paola di Liegi, moglie e regina di Alberto II, il sovrano belga che, nel , ha abdicato in favore del primogenito Filippo Tra questi ultimi, si segnala un gruppo di lavoratori proveniente dal centro di Dorgali.

I, Della Torre, Cagliari , pp. Ma, nei primi anni del dopoguerra, ad emigrare erano soprattutto italiani provenienti dal centro-nord del paese.

Queste ultime, insieme alle Marche, erano terre di forte tradizione mineraria Tra i sardi diretti in Belgio, si segnalano minatori espulsi dal processo produttivo in Sardegna, come il caso di Efisio Pintus, originario di Iglesias, licenziato dalla miniera di Monteponi.

La maggior parte di coloro che emigrarono tra il e il non avevano compiuto studi oltre la quinta elementare. I rientri degli anni Settanta, Tab.

Ad onore del vero, neanche il Belgio era stato tanto benevolo con loro, soprattutto nei confronti di coloro che avevano dovuto lavorare nei pozzi delle miniere di carbone.

Tra i motivi di questa scelta, la diffusione nel Bel Paese del familismo e della corruzione e la presenza di una burocrazia lenta e inefficiente.

Alla fine degli anni sessanta, i sardi in Belgio erano numerose migliaia. Nel , si raggiunsero le Si segnala, come esempio, il caso del giovane Bachiseddu.

I rientri degli anni Settanta, cit. I circoli dei sardi, finanziati dalla Regione Autonoma Sardegna, sono sorti anche nella penisola. Ma molti di questi emigrati misero radici in Belgio e rientrarono in Sardegna solo per trascorrervi le ferie.

Inizialmente, pur non occupandosi di Circoli, ha sempre mantenuto uno stretto legame con la Sardegna. Associazioni e Circoli sardi in Belgio e Olanda, cit.

Tabella 2 — Gli iscritti sardi di prima generazione suddivisi per sesso, in v. Tabella 3 — Gli iscritti sardi di seconda generazione suddivisi per figli di genitori sardi, padre sardo, madre sarda, in v.

Tabella 4 — Gli iscritti non sardi sposati, conviventi, vedovi di soci sardi, in v. Per quanto invece riguarda i luoghi di nascita, la situazione viene descritta nei grafici 2 e 3.

I iscritti nati in Belgio provengono soprattutto dal centro di Jemappes. Grafico 3 — Principali comuni belgi di nascita dei soci del Circolo Per quanto invece concerne i paesi sardi di provenienza dei sardi di prima generazione si segnalano, soprattutto, comuni della provincia di Sassari, in primis Chiaramonti, con 18 iscritti, seguito da Sassari con 6, Ozieri con 3, Mores, con 2, Nulvi con 2, e comuni della provincia di Nuoro, tra i quali Ottana, con 7 iscritti, Fonni, con 4, Illorai, con 4, Nuoro, con 3, Orune, con 3, Orotelli, con 2.

Grafico 4. Grafico 4 — Principali professioni esercite dai soci del Circolo Ammentu, n. I fenomeni di razzismo contro i sardi, ma anche contro italiani provenienti da altre regioni, che si sono manifestati soprattutto nel secondo dopoguerra, oggi sono solo un ricordo.

Si tratta, prevalentemente, di over 50, ben integrati nel tessuto socio-economico del Belgio, ma molto legati alla Sardegna, alla sua cultura, alle sue tradizioni e alla sua lingua.

I sardi emigrati nel secondo dopoguerra, ma anche negli anni settanta e ottanta, che vivono in Belgio, si rendono conto che i ragazzi 77 Cfr.

I motivi per cui si emigra non sono uguali per tutti coloro che espatriano. Dal periodo storico di immigrazione dipende, infatti, il maggiore o minore il livello di nostalgia per la Sardegna.

Venticinque anni del suo lavoro sono stati buttati via in una sola notte. Sono nato in Italia, in Sardegna, a Chiaramonti D.

Voi o la vostra famiglia avete origini in quale parte dell'Italia? Sono di Chiaramonti, in Sardegna D. Ho lasciato gli studi a 18 anni e sono scappato per non fare servizio militare.

Sono stato ricercato per 5 anni. Sono tornato clandestino in Sardegna per amore di mia madre. Quando sono arrivato in Belgio ero responsabile dei giovani comunisti di Sardegna.

Sono stato anche un consigliere comunale. Avevo sognato di entrare in Comune. Mio figlio lavora in una fabbrica che si occupa di petrolio.

Si cercava di affermare le origini senza intralciare le popolazioni locali. Quali sono i vostri sentimenti verso l'Italia? Mi sento belga e italiano.

Mi sento di Mons. Per questo sono stato anche consigliere comunale. Gli italiani devono essere presi come esempio di integrazione. Ho legami di amicizia con europei e non europei.

Mi sento pensionato e penso che sto andando verso la fine della mia vita. Siete stati in Italia per trovare la famiglia o gli amici? Sardi non si diventa, si nasce.

Vorrei essere seppellito in Sardegna nella tomba di famiglia. Sono nato italiano e voglio morire italiano. Come sono i vostri rapporti con i Belgi? Qui mi sento come a casa.

Non si vive solo di nostalgia, ma non bisogna nemmeno dimenticare le proprie radici. E con gli altri italiani? Sono segretario della Federazione dei Circoli Sardi e consultore.

Leggo tutti i giorni i giornali belgi e sardi. I ragazzi belgi erano gelosi di me e di noi italiani in generale per questo motivo. I belgi non cercano di farsi strada.

Sono nato in Italia. Sono di Chiaramonti, in Sardegna. Inizialmente andavo in Italia tutti gli anni. Avevo dei bei rapporti soprattutto con le ragazze belghe.

I belgi non cercano di farsi strada, pensano troppo alla birra. Ottimi rapporti con gli altri italiani, sono come una famiglia.

Sentite delle differenze tra voi e i belgi dovute alle Vostre origini? Che tipo di sensazioni provate quando incontrate degli italiani o delle persone di origine italiane?

Sensazione di attrazione verso gli altri italiani: sono come una famiglia. Quattro anni e sette mesi nelle miniere. Ho imparato a lavorare con le lamiere, quindi ho lavorato in fabbrica sino alla pensione.

In miniera ero un sorvegliante. In fabbrica ero il responsabile. La televisione e in particolare la Rai. Poveri, nella miseria.

Ho votato per la sinistra. Fanno bene. Mossa intelligente. Tutte le volte che vado mi sento straniero. Come tanti italiani, ha lavorato in miniera per diversi anni.

In pensione dal , risiede a Frameries. Nato in Italia D. Je suis de Ardauli, en Sardaigne. Sono di Ardauli, in Sardegna. Pourquoi vous ou vos parents avez-vous choisi la Belgique?

Mes parents sont venu en Belgique pour travailler dans les charbonnages en I miei genitori sono arrivati in Belgio per lavorare nelle miniere nel Ho lavorato nelle miniere dal al , dodici anni, al Borinage, a Rieu du Coeur, a Charlineau, alla Gofle de Chets, a Chatelineau, dopo a Moroleau.

Dal Borinage a Tertre nel Ero considerato un disertore in Italia D. Si oui, pourquoi? Quels sont vos sentiments envers l'Italie?

Tutte le volte che vado mi sento straniero D. Ho la famiglia in Belgio, dunque no, ma vado in Sardegna due o tre volte al mese.

Per questo preferisco il Belgio D. Comment sont vos rapports avec les Belges? Il Belgio mi ha dato da mangiare, quindi ci sto bene D.

Et avec les autres Italiens? Tu vois bien. Tu stessa vedi D. Sentite delle differenze tra voi e i belgi dovute alle vostre origini? Non, pas du tout.

La mia prima e la mia seconda moglie erano belghe. Vous sentez quel genre de sentiments quand vous rencontrez des Italiens et des personnes d'origines italiennes?

Che tipo di sensazioni provate quando incontrate degli italiani o delle persone di origine italiana? Sono pensionato dal D. Tutti i mesi vado in Italia D.

Quel est votre avis sur la situation italienne actuel? Tout le monde a raison. Il y a un qui travaille et les autres qui commandent. La vita italiana diventa miserabile a causa dei politici.

Tutti hanno ragione. Uno lavora e gli altri cercano di comandare. Nous on est venu ici avec un contrat de travail.

Noi siamo arrivati con un contratto. Eravamo obbligati a scendere al fondo. Oggi, pensionata, vive insieme a Costantino Manchia.

Sono nata in Italia. Sono arrivata il 15 settembre per raggiungere mio marito che lavorava nelle miniere. Quando sono arrivata in Belgio non sapevo il francese.

Ho imparato in Belgio e i miei figli che andavano a scuola mi hanno aiutato ad apprendere dei termini che non conoscevo.

Torno tutti gli anni in Sardegna. Mi manca il mare, la pizza etc. Ho la casa anche in Sardegna, dove trascorro le vacanze ogni anno. Torno per trovare mio fratello e mia sorella.

Il resto dei miei fratelli sono tutti immigrati. Sono venuta qui per mio marito. Mi sono abituata solo quando sono nati i miei figli.

Come sono i Vostri rapporti con i belgi? I belgi hanno un altro carattere, ma sono riuscita ad integrarmi.

Mi trovo bene con loro. No, nessuna differenza. Televisione, Rai. Vado in Italia tutti gli anni. Mi ha trattata male.

Je suis de Gennargentu, en Sardaigne. Sono di Gennargentu, in Sardegna D. Ho conosciuto mio marito in Sardegna. Io sono partita in Belgio con mio marito, dopo il matrimonio.

Avevamo molti debiti e abbiamo cercato di sfuggire a questi. Mio marito era un artigiano indipendente in Sardegna e non era pagato D.

All'inizio ho incontrato solo italiani a Binche. Dopo a Mons ho imparato il francese, ma ho impiegato due anni per imparare a parlarlo bene D.

Oui, seulement pour vacances. Si, solo per le vacanze D. Ca va rester en Italie quelque mois, mais pas pour vivre. No, per niente. Va bene rimanere in Italia qualche mese, ma non per vivere D.

Come sono i vostri rapporti con i belgi? Absolument aucun sentiment envers eux. Assolutamente nessun sentimento nei loro confronti D.

Femme de menage. Donna delle pulizie D. La televisione D. Sono triste quando vedo che gli italiani sono costretti a lasciare il loro paese.

A me piace stare fuori. Originaria di Nuoro, risiede a Mons. Nata in Italia, a Nuoro. Originaria di Nuoro. Avevo 21 anni.

Lui parlava italiano D. Dopo 2 mesi ho iniziato a lavorare alle poste di Bruxelles. Ha cercato di aiutarli. Ha fatto anche qualche biglietto per i sardi che venivano in Belgio.

Conosco il presidente da quando sono arrivata. Non tornerei in Italia. Meglio viaggiare che tornare in Sardegna.

Torno in Sardegna solo per trovare la famiglia e gli amici. Amica con tutti. Buoni rapporti. Rapporti di franchezza col presidente del Circolo.

Stanno nel loro gruppo. Non mi interessa. Poste, ristorante e ora al Circolo. A casa guardiamo il telegiornale italiano. La vedo nera. Si stanno mangiando tutto e si mangeranno tutto sino a quando non rimarranno solo i ricchi.

Ci sono tanti italiani che lasciano la terra, la famiglia e i figli per trovare lavoro. Arrivato nel febbraio , risiede a Jemappes, piccolo comune a pochi chilometri da Mons.

Sono della Sardegna, di Chiaramonti. Si chiama Envisis e il proprietario viene dal mio stesso paese, Chiaramonti.

Senxualidad Il Comm. La vedo nera. Senxualidad fa il Mature feet cam degli amici e dei conoscenti che lavorano a Marcinelle e sperano che Bilder att runka till ancora in vita. Il giorno 31luglio nelle carceri giudiziarie di Cagliari il maresciallo di P. Estudiamos y comprendemos el pasado-presente y el presente-pasado. Tra questi ultimi, si segnala un gruppo di lavoratori proveniente dal centro di Dorgali. Una respuesta genial de Chico Buarque. Ma molti di questi Free sex dating websites misero radici in Belgio e rientrarono in Fuck my aunt solo Busty anal trascorrervi le ferie.

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Chicos, su sensualidad ni siquiera es real. Parece que la sensualidad viene de familia. Sembra che la figaggine sia di famiglia.

Tu grado de sensualidad. Il tuo punteggio di figaggine. La acusada es culpable de sensualidad en primer grado.

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Tabella 2 — Gli iscritti sardi di prima generazione suddivisi per sesso, in v. Tabella 3 — Gli iscritti sardi di seconda generazione suddivisi per figli di genitori sardi, padre sardo, madre sarda, in v.

Tabella 4 — Gli iscritti non sardi sposati, conviventi, vedovi di soci sardi, in v. Per quanto invece riguarda i luoghi di nascita, la situazione viene descritta nei grafici 2 e 3.

I iscritti nati in Belgio provengono soprattutto dal centro di Jemappes. Grafico 3 — Principali comuni belgi di nascita dei soci del Circolo Per quanto invece concerne i paesi sardi di provenienza dei sardi di prima generazione si segnalano, soprattutto, comuni della provincia di Sassari, in primis Chiaramonti, con 18 iscritti, seguito da Sassari con 6, Ozieri con 3, Mores, con 2, Nulvi con 2, e comuni della provincia di Nuoro, tra i quali Ottana, con 7 iscritti, Fonni, con 4, Illorai, con 4, Nuoro, con 3, Orune, con 3, Orotelli, con 2.

Grafico 4. Grafico 4 — Principali professioni esercite dai soci del Circolo Ammentu, n. I fenomeni di razzismo contro i sardi, ma anche contro italiani provenienti da altre regioni, che si sono manifestati soprattutto nel secondo dopoguerra, oggi sono solo un ricordo.

Si tratta, prevalentemente, di over 50, ben integrati nel tessuto socio-economico del Belgio, ma molto legati alla Sardegna, alla sua cultura, alle sue tradizioni e alla sua lingua.

I sardi emigrati nel secondo dopoguerra, ma anche negli anni settanta e ottanta, che vivono in Belgio, si rendono conto che i ragazzi 77 Cfr.

I motivi per cui si emigra non sono uguali per tutti coloro che espatriano. Dal periodo storico di immigrazione dipende, infatti, il maggiore o minore il livello di nostalgia per la Sardegna.

Venticinque anni del suo lavoro sono stati buttati via in una sola notte. Sono nato in Italia, in Sardegna, a Chiaramonti D.

Voi o la vostra famiglia avete origini in quale parte dell'Italia? Sono di Chiaramonti, in Sardegna D. Ho lasciato gli studi a 18 anni e sono scappato per non fare servizio militare.

Sono stato ricercato per 5 anni. Sono tornato clandestino in Sardegna per amore di mia madre. Quando sono arrivato in Belgio ero responsabile dei giovani comunisti di Sardegna.

Sono stato anche un consigliere comunale. Avevo sognato di entrare in Comune. Mio figlio lavora in una fabbrica che si occupa di petrolio. Si cercava di affermare le origini senza intralciare le popolazioni locali.

Quali sono i vostri sentimenti verso l'Italia? Mi sento belga e italiano. Mi sento di Mons. Per questo sono stato anche consigliere comunale.

Gli italiani devono essere presi come esempio di integrazione. Ho legami di amicizia con europei e non europei. Mi sento pensionato e penso che sto andando verso la fine della mia vita.

Siete stati in Italia per trovare la famiglia o gli amici? Sardi non si diventa, si nasce. Vorrei essere seppellito in Sardegna nella tomba di famiglia.

Sono nato italiano e voglio morire italiano. Come sono i vostri rapporti con i Belgi? Qui mi sento come a casa.

Non si vive solo di nostalgia, ma non bisogna nemmeno dimenticare le proprie radici. E con gli altri italiani? Sono segretario della Federazione dei Circoli Sardi e consultore.

Leggo tutti i giorni i giornali belgi e sardi. I ragazzi belgi erano gelosi di me e di noi italiani in generale per questo motivo. I belgi non cercano di farsi strada.

Sono nato in Italia. Sono di Chiaramonti, in Sardegna. Inizialmente andavo in Italia tutti gli anni. Avevo dei bei rapporti soprattutto con le ragazze belghe.

I belgi non cercano di farsi strada, pensano troppo alla birra. Ottimi rapporti con gli altri italiani, sono come una famiglia. Sentite delle differenze tra voi e i belgi dovute alle Vostre origini?

Che tipo di sensazioni provate quando incontrate degli italiani o delle persone di origine italiane?

Sensazione di attrazione verso gli altri italiani: sono come una famiglia. Quattro anni e sette mesi nelle miniere.

Ho imparato a lavorare con le lamiere, quindi ho lavorato in fabbrica sino alla pensione. In miniera ero un sorvegliante. In fabbrica ero il responsabile.

La televisione e in particolare la Rai. Poveri, nella miseria. Ho votato per la sinistra. Fanno bene. Mossa intelligente. Tutte le volte che vado mi sento straniero.

Come tanti italiani, ha lavorato in miniera per diversi anni. In pensione dal , risiede a Frameries.

Nato in Italia D. Je suis de Ardauli, en Sardaigne. Sono di Ardauli, in Sardegna. Pourquoi vous ou vos parents avez-vous choisi la Belgique?

Mes parents sont venu en Belgique pour travailler dans les charbonnages en I miei genitori sono arrivati in Belgio per lavorare nelle miniere nel Ho lavorato nelle miniere dal al , dodici anni, al Borinage, a Rieu du Coeur, a Charlineau, alla Gofle de Chets, a Chatelineau, dopo a Moroleau.

Dal Borinage a Tertre nel Ero considerato un disertore in Italia D. Si oui, pourquoi? Quels sont vos sentiments envers l'Italie?

Tutte le volte che vado mi sento straniero D. Ho la famiglia in Belgio, dunque no, ma vado in Sardegna due o tre volte al mese.

Per questo preferisco il Belgio D. Comment sont vos rapports avec les Belges? Il Belgio mi ha dato da mangiare, quindi ci sto bene D.

Et avec les autres Italiens? Tu vois bien. Tu stessa vedi D. Sentite delle differenze tra voi e i belgi dovute alle vostre origini?

Non, pas du tout. La mia prima e la mia seconda moglie erano belghe. Vous sentez quel genre de sentiments quand vous rencontrez des Italiens et des personnes d'origines italiennes?

Che tipo di sensazioni provate quando incontrate degli italiani o delle persone di origine italiana? Sono pensionato dal D. Tutti i mesi vado in Italia D.

Quel est votre avis sur la situation italienne actuel? Tout le monde a raison. Il y a un qui travaille et les autres qui commandent.

La vita italiana diventa miserabile a causa dei politici. Tutti hanno ragione. Uno lavora e gli altri cercano di comandare.

Nous on est venu ici avec un contrat de travail. Noi siamo arrivati con un contratto. Eravamo obbligati a scendere al fondo.

Oggi, pensionata, vive insieme a Costantino Manchia. Sono nata in Italia. Sono arrivata il 15 settembre per raggiungere mio marito che lavorava nelle miniere.

Quando sono arrivata in Belgio non sapevo il francese. Ho imparato in Belgio e i miei figli che andavano a scuola mi hanno aiutato ad apprendere dei termini che non conoscevo.

Torno tutti gli anni in Sardegna. Mi manca il mare, la pizza etc. Ho la casa anche in Sardegna, dove trascorro le vacanze ogni anno. Torno per trovare mio fratello e mia sorella.

Il resto dei miei fratelli sono tutti immigrati. Sono venuta qui per mio marito. Mi sono abituata solo quando sono nati i miei figli.

Come sono i Vostri rapporti con i belgi? I belgi hanno un altro carattere, ma sono riuscita ad integrarmi.

Mi trovo bene con loro. No, nessuna differenza. Televisione, Rai. Vado in Italia tutti gli anni. Mi ha trattata male. Je suis de Gennargentu, en Sardaigne.

Sono di Gennargentu, in Sardegna D. Ho conosciuto mio marito in Sardegna. Io sono partita in Belgio con mio marito, dopo il matrimonio.

Avevamo molti debiti e abbiamo cercato di sfuggire a questi. Mio marito era un artigiano indipendente in Sardegna e non era pagato D.

All'inizio ho incontrato solo italiani a Binche. Dopo a Mons ho imparato il francese, ma ho impiegato due anni per imparare a parlarlo bene D.

Oui, seulement pour vacances. Si, solo per le vacanze D. Ca va rester en Italie quelque mois, mais pas pour vivre.

No, per niente. Va bene rimanere in Italia qualche mese, ma non per vivere D. Come sono i vostri rapporti con i belgi?

Absolument aucun sentiment envers eux. Assolutamente nessun sentimento nei loro confronti D. Femme de menage.

Donna delle pulizie D. La televisione D. Sono triste quando vedo che gli italiani sono costretti a lasciare il loro paese. A me piace stare fuori.

Originaria di Nuoro, risiede a Mons. Nata in Italia, a Nuoro. Originaria di Nuoro. Avevo 21 anni. Lui parlava italiano D. Dopo 2 mesi ho iniziato a lavorare alle poste di Bruxelles.

Ha cercato di aiutarli. Ha fatto anche qualche biglietto per i sardi che venivano in Belgio. Conosco il presidente da quando sono arrivata. Non tornerei in Italia.

Meglio viaggiare che tornare in Sardegna. Torno in Sardegna solo per trovare la famiglia e gli amici. Amica con tutti.

Buoni rapporti. Rapporti di franchezza col presidente del Circolo. Stanno nel loro gruppo. Non mi interessa.

Poste, ristorante e ora al Circolo. A casa guardiamo il telegiornale italiano. La vedo nera. Si stanno mangiando tutto e si mangeranno tutto sino a quando non rimarranno solo i ricchi.

Ci sono tanti italiani che lasciano la terra, la famiglia e i figli per trovare lavoro. Arrivato nel febbraio , risiede a Jemappes, piccolo comune a pochi chilometri da Mons.

Sono della Sardegna, di Chiaramonti. Si chiama Envisis e il proprietario viene dal mio stesso paese, Chiaramonti. La mia terra mi manca.

Sono in Belgio per lavoro ma rientro in Italia ogni tanto. Vado a Natale ed in estate. Per il momento in Belgio. Sto imparando un nuovo mestiere e sto bene qui.

Sembra che pensino solo a se stessi e non considerino gli amici. Lavoro in una azienda termoidraulica. Social network, internet e televisione.

Molti, soprattutto giovani, partono soprattutto a Londra, in Belgio e qualcuno in Australia D. In fact, it was the citizens of the Ponza islands who moved massively to Golfo Aranci during the period ranging between the beginning and the end of the First World War.

Since the s, thanks to the development of the Emerald Coast and the tourism industry, as well as to the influence of its port, this small village has experienced a major growth in population.

However, in spite of the above, a moderate outward flow of migrants was recorded between and , headed to other towns of Sardinia, the characteristics of which are described and analysed in this article.

The sources of this research are the Registri degli emigrati —i. Nel , Golfo Aranci era una piccola frazione del Comune di Olbia dove abitavano dalle tre alle quattro famiglie di pastori e agricoltori organizzate in stazzi.

Queste non vivevano di pesca pur abitando a pochi metri dal mare. Lo sviluppo di questa cultura, tipica delle zone collinari, era dovuta alle incursioni dei pirati barbareschi, i quali, per oltre un secolo, invasero le coste di tutto il Mediterraneo per saccheggiarne le fertili terre e vendere gli abitanti al mercato come schiavi.

Gli abitanti, per una questione di sicurezza, preferirono p. Il contributo della geografia, vol. III, Catania , pp.

Durante la prima guerra mondiale Golfo Aranci fu la meta preferita di approdo di popolazioni di origine campana e, soprattutto, ponzese5.

I ponzesi scoprirono che il mare delle coste della Sardegna settentrionale era ricco di pesce. Inzialmente, costoro venivano solo per la stagione della pesca ma poi inziarono ad abbandonare quel poco che avevano nella loro terra per stabilirsi definitivamente nel piccolo centro gallurese.

Non esisteva un sistema fognario, si scaricava direttamente a mare. Era una situazione inizialmente normale per il popolo golfarancino.

Sui ponzesi emigrati a Golfo Aranci, cfr. Questo era quanto accadeva a Golfo Aranci a livello economico e occupazionale. A causa di questo scompenso nascevano i primi fermenti in seno al popolo golfarancino che lo spinsero ad organizzarsi contro Olbia per tentare la scissione La situazione che si era venuta a creare era tale che il paese cresceva ma non si sviluppava!

Lavoro realizzato dalla maestra Loriga con gli studenti di una classe elementare; Ead. Angelo Nieddu Di questa sommossa parlarono i quotidiani.

Anche i commercianti scesero in piazza, i quali con la loro serrata crearono non pochi problemi alla cittadinanza ma anche ai turisti e ai viaggiatori.

Venne stampato anche un volantino che venne distribuito a tutti coloro che i protestanti incontravano. Tutti dovevano conoscere le ragioni della protesta Ma anche questo passo non fu esente da scontri che riguardarono il tracciato dei confini golfarancini.

Ha insegnato nelle scuole elementari. Infatti, Golfo Aranci era frazione di Olbia, e come tale veniva trattata, ovvero senza molto rispetto.

Non a caso, i golfarancini volevano richiamare la metafora seconda cui una matrigna non tratta in egual misura i propri figli e quelli di suo marito.

Storie del Golfo e di Golfo Aranci, cit. Sergio Memmoli, testimonianza, cit. E lo erano davvero! Due coniugi, generalmente, avevano una prole numerosa A tale scopo venivano reclutati i figli maschi che avessero compiuto almeno anni.

Ad essere numericamente elevate non erano solo le famiglie degli immigrati ma anche dei golfo arancini. Per fare un esempio, si cita la famiglia di mio padre, golfarancino, della quale facevano parte 12 figli tra maschi e femmine.

Tabella n. Dopo aver riordinato nelle matrici tutti i dati raccolti secondo il procedimento illustrato nella tabella n. Martino Contu.

I periodi analizzati sono i seguenti: ; ; In questo modo, sono stati sommati tutti i valori assoluti di ogni variabile per ogni arco temporale preso in considerazione, differenziandoli per genere.

Ad esempio, la variabile stato civile nel periodo presenta sessantuno coniugati, di cui trenta sono maschi e trentuno femmine. Grafico n.

Infatti, gli emigrati sono numericamente esigui, appena individui, ovvero poco meno di un quarto di coloro che, nello stesso arco di tempo, sono immigrati a Golfo Aranci.

Emigrazione: il genere Grafico n. Gli emigrati singoli e i nuclei familiari Grafico n. DI Il grafico n. Inoltre, chiarisce quanti maschi e quante femmine vi erano nelle famiglie e tra gli emigrati singoli.

A tal proposito si veda la tabella n. Il luogo di nascita degli emigrati Grafico n. Sempre nella Provincia di Olbia-Tempio, si registra un maggior numero di nati di sesso femminile.

Lo stato civile Grafico n. Dal al gli emigrati risultano essere prevalentemente donne nubili; uomini celibi dal al e nuovamente donne coniugate dal al Tra le emigrate, escluse le casalinghe, prevalgono le domestiche e le studentesse.

Dal al si presenta lo stesso identico quadro del decennio precedente. Infatti, i flussi in uscita riguardano prevalentemente individui con le stellette, con una netta prevalenza di carabinieri.

Queste motivazioni sono legate ai flussi in entrata a Golfo Aranci, i quali presentano, almeno per quanto concerne le professioni, frequenze similari.

Tra le emigrate, invece, ci sono sopratutto casalinghe. Il luogo di destinazione degli emigrati Tabella n.

La tabella n. Tra le donne, invece, prevalgono le casalinghe, molte delle quali fidanzate o mogli di militari che prestavano servizio a Golfo Aranci, seguite dalle domestiche, che trovavano lavoro nelle strutture ricettive della Costa Smeralda, e dalle studentesse.

Il suo fu un destino tragico. La proposta di lettura in questo caso non si concentra su singoli casi biografici, quanto sul complesso cittadino di Iglesias, mettendo in evidenza alcune figure di militanti e resistenti, partendo dalla ricostruzione della schedatura operata dalla polizia fascista per giungere al sacrificio di Efisio Piras, giovane aviere iglesiente trucidato a Sutri dai nazisti Simone Cara.

Esperienze private e ricognizioni sistematiche come quelle presentate in queste pagine offrono la lettura di inedite ed esemplari storie di vita, rinnovando al contempo la memoria di esperienze politiche e sociali da difendere e diffondere.

A militant in the movement Justice and Freedom, he expatriated first to Tunisia and eventually to France. In he returned to Italy where he was warned by the fascist regime.

He expatriated again in as a clandestine to Tunisia, settling himself in Tunis where he obtained a passport as a political refugee by the local French authorities.

In contact with anti-fascists and Justice and Freedom, he took part into the Spanish Civil War , fighting in the 12th Garibaldi Brigade.

During the retreat of Caspe, near the city of Zaragoza in March , he was charged with treason and executed by a Communist Party political commissar.

Rientrato in Italia nel venne diffidato dal regime fascista. Nel fu sottoposto a visita di leva. La dentatura era sana ed il colorito bruno. Il mento era sfuggente ed il naso rettilineo.

Poi per problemi di salute fu mandato in licenza di convalescenza di un anno. Questura di Cagliari n. Console Generale di Tunisi ha chiesto informazioni sul conto del signor Martis Cornelio, che aveva dato luogo a sospetto quale antifascista.

La richiesta era indirizzata alla stazione dei Carabinieri di Guspini, sede di precedente residenza della famiglia, in seguito trasferitasi a Cagliari.

Nel mese di agosto ci fu una comunicazione rivolta al casellario politico centrale da parte della Sezione prima della Divisione Affari Generali e Riservati presso la Direzione Generale della P.

Altri connazionali che parteciparono al comizio sono stati identificati per Giulio Barresi della costituente sezione della L.

AGR , del 9 agosto , prot. La foto fu girata alla Scuola Superiore di Polizia Scientifica in via Mantellate 7 a Roma al fine di essere riprodotta in dodici copie.

A Reg. Il verbale, stilato dal vice commissario di P. La Commissione pur sospettando da quanto risulta in atti che egli non sia di sentimenti 23 Ivi, telespresso del 23 settembre , n.

Pertanto la Commissione allo stato degli atti decide che venga diffidato Immediatamente, con un telegramma, il Ministero diede il richiesto nulla osta Durante la sua permanenza in Cagliari non ha dato luogo a rilievi.

Carboni Enrico, Cossu Mario, tutti da Cagliari e residenti a Tunisi e ne ha chiesto il controllo della corrispondenza.

In data 7 settembre il R. A rilasciatogli dal R. Il 23 gennaio del con una ministeriale veniva chiesto al prefetto di Cagliari di fornire notizie del Martis Il 24 aprile il Ministero chiese al Governatorato della Tripolitania le stesse informazioni chieste due mesi prima al Console di Tunisi Era munito di passaporto n.

Questura di Cagliari. Questa informazione su Frau Romolo che non si sarebbe occupato di politica fu girata con una ministeriale al prefetto di Cagliari Stesso parere fu confermato dal Ministero Questa informazione fu girata con una ministeriale al prefetto di Cagliari Nel mese di agosto con tre ministeriali rivolte al prefetto cagliaritano si sollecitava una risposta ad una richiesta del 9 giugno u.

Attualmente lavora col proprio fratello che esercita la professione di ingegnere. Ivi, telegramma n. Edoardo Martis indirizzata al Duce, 15 luglio Una perquisizione domiciliare per quel che consta fu negativa.

Per essere sospettato e per essere sovversivo. Del mancato rilascio se ne occupava - per la seconda volta - il padre il vecchio Ing. IV della D.

Martis ed il rapporto col quale il 23 marzo c. Questura di Cagliari ebbe a far presenti gli ostacoli che hanno impedito di aderire al desiderio dello istante.

IV e, p. Lo stesso veniva copiato e trasmesso dal Ministero al Prefetto di Cagliari Una copia della prefettizia di Cagliari n.

Nella relazione scritta dal prefetto Canovai, si riportava che in data 24 giugno col telegramma n. La lettera prosegue trattando della sua situazione economica e personale.

Poi aveva richiesto il passaporto per potersi recare a lavorare in Indocina ma il locale Centro C. Nella corrispondenza Cornelio faceva sapere di avere ritirato i due vaglia di L.

Informava i genitori che a breve si sarebbe recato in Francia e anche in Indocina e si impegnava a tenere i propri genitori informati dei suoi prossimi spostamenti.

Costui era accompagnato da altre tre persone di cui ignoransi i nomi. Egli non risulta essersi ancora presentato a questo Consolato Generale.

Consolato a Tunisi il testo integrale del telegramma n. Prefettura di Cagliari Notte 19 corr. Stessa giornata disposti accertamenti negativi e dubitando furto scopo emigrazione clandestina capitaneria di porto interessato comando aeronautica Sardegna ha fatto levare in volo apparecchio il quale ad ore 14 stesso giorno segnalato avere avvistato barca sospetta montata da due persone vestito nero diretta coste tunisine verso scogli Capo Serrat e capo Banc.

Console Reggente. Al Ministero veniva trasmessa una copia della lettera spedita da Cornelio alla famiglia nella quale avvertiva i genitori che a breve avrebbe avuto una sistemazione nel nord della Francia In risposta alla nota ministeriale n.

Nella lettera del V. Nella prima la madre lo informava di aver ricevuto la sua corrispondenza e che il padre aveva iniziato a spedirgli dei vaglia che alla fine sommavano a Lire Poi lo informava della salute dei suoi fratelli e sorelle.

Voltaire In questa il Martis assicurava il padre di aver ricevuto la commissione ed anche che entro una quindicina di giorni sarebbe stato sistemato.

Inoltre faceva sapere di aver ricevuto la lettera della madre circa il gabardine spedito a Tunisi e che avrebbe incaricato qualche suo amico a ritirarlo Allorquando giunse a Tunisi verso la fine di luglio u.

Carboni i 84 Ivi, telegramma, doc. Edoardo Martis col timbro postale Paris — Rue Mercoeur. Edoardo Martis dal figlio recante il timbro postale 24 settembre - Rue Hippolyte Paris.

Viene vigilato Lo stesso telegramma veniva inoltrato anche al prefetto di Cagliari circa un mese dopo Ivi, lettera del 4 ottobre con timbro postale Cagliari Ferrovia volta al figlio Cornelio residente a Parigi Poste Restante.

Per agevolare il compito propostosi dal Giacobbe lo stesso Lussu fece pubblicare in data 2 ottobre u. Ma non risulta che anche questo tentativo abbia avuto alcun esito positivo o ripercussione di sorta negli ambienti interessati.

Una lettera stilata da Cornelio Martis a Parigi il 27 dicembre ed indirizzata al padre fu intercettata In essa egli affermava che aveva ricevuto diverse corrispondenze dai fratelli e dallo zio Emilio.

Parlava della grande festa natalizia appena trascorsa e delle aspettative su quella di fine anno. Con una ministeriale di fine anno si chiedeva al prefetto di Cagliari di inscrivere il Martis nel bollettino delle ricerche con una fotografia Controstorie, discorsi, testimonianze, Zonza Editori, Cagliari , p.

Sto bene affettuosamente, vi abbraccio. Ancora una missiva scritta da Cornelio Martis al propria padre fu intercettata e sottoposta alla lampada al quarzo prima di dare regolare corso.

Avvisava il padre che a breve avrebbe intrapreso molto probabilmente un viaggio a Tunisi In data 29 marzo veniva trasmessa dalla prefettura cagliaritana al Ministero una copia della cartolina postale spedita dalla madre al figlio Cornelio residente a Parigi, 82 rue de Levis chez Madame Luethmayer 17 in cui venivano riportate prevalentemente gli stati di saluti di genitori, fratelli e nipoti.

Ho scritto tante lettere e cartoline e son rimaste senza risposta. Siamo preoccupatissimi nella paura che sei ammalato. Questo dispaccio viene girato dal Ministero al prefetto di Cagliari Il Comm.

Quantunque la famiglia sia certamente al corrente della cosa, si mantiene riservatissima Copia della dichiarazione del cardinali, venne trasmessa a codesto On.

Ma in qualsiasi parte ti trovi tocca a te mandarmi un cenno di vita. Avere un figlio lontano, e non sapere in qual parte del globo si trovi, oppure se esiste ancora.

Noi stiamo bene di salute ma non di spirito. Dino Fabris del 4 luglio prot. Ancora al 6 ottobre col noto modello il prefetto della sede cagliaritana confermava il precedente mod.

Fabris, Ispettore Generale di P. I wish to provide an original interpretation on the contribution provided by the men of the Iglesiente to Italian anti-fascist front, fighting for the values of freedom and democracy in the local and national scene.

Gli industriali minerari ed i proprietari terrieri, secondo Alberto Vacca, avevano fornito un importante contributo al ribaltamento dei rapporti di forza esistenti nel panorama politico del Sulcis-Iglesiente, contrastando di fatto l'avanzata dell'apparato organizzativo sindacale e politico del proletariato minerario e la riconquista del potere politico detenuto dalle forze politiche "rosse"2.

La concentrazione operaia presente nel territorio rappresentava un bastione difficile da espugnare, essendo saldamente radicato alle tradizionali lotte sindacali, anche in relazione al fatto che era soprattutto in questa zona che il movimento operaio si opponeva al piano di ristrutturazione produttiva del padronato4.

La dirigenza socialista, dal canto suo, invitava a non reagire alle provocazioni rivolte contro i lavoratori, come sostenne anche Angelo Corsi in occasione di un suo comizio tenuto a Gonnesa il 24 aprile Da Bortiga a Gramsci, Einaudi, Torino , p.

Obiettivo delle azioni repressive dei fascisti non furono soltanto le Camere del Lavoro o altre istituzioni operaie, ma anche i municipi riconducibili ad amministrazioni di stampo socialista, comunista e anche sardista.

In comuni come Gonnesa poteva accadere da quel momento che un militante fascista potesse tranquillamente obbligare, senza che nessuno lo ostacolasse, il segretario e due impiegati comunali a consegnare le chiavi del municipio12, dove poco dopo sarebbero stati issati il tricolore e i gagliardetti fascisti Nonostante le misure repressive adottate dal fascismo, i lavori di Antonello Mattone e Manlio Brigaglia hanno evidenziato il potenziale dei gruppi antiregime presenti nel territorio del bacino minerario, i quali avrebbero fornito un considerevole contributo all'opposizione nei confronti del regime fascista e agli episodi della resistenza negli ultimi anni della dittatura Le strutture di controllo adottate dal fascismo, secondo lo storico Girolamo Sotgiu, avevano contribuito allo smantellamento delle opposizioni interne a causa dei provvedimenti inflitti dagli organi di pubblica sicurezza ed in particolare dal tribunale speciale per la difesa dello Stato L'affermazione del fascismo nel Sulcis-Iglesiente, come hanno sottolineato i lavori di Stefano Musso, aveva contribuito alla distruzione programmata delle organizzazioni di categoria e dei partiti delle avanguardie operaie.

Nonostante queste considerazioni, la fenomenologia dell'antifascismo minerario aveva trovato diverse forme di espressione nel periodo che precede la seconda guerra mondiale, determinate dalla sfiducia nei confronti delle istituzioni centrali durante i momenti di crisi emersi tra la fine degli anni Venti e gli inizi del Trenta.

Secondo le informazioni contenute nel Casellario Politico Centrale, gli antifascisti originari o residenti ad Iglesias risultavano essere composti per la maggior parte da minatori e manovali, molti dei quali soggetti ai provvedimenti di confino e all'ammonimento e di iscrizione alla rubrica di frontiera Le azioni condotte dai dissidenti iglesienti coinvolgevano strati abbastanza larghi di militanti, spesso anche giovani, a fianco ai quali emergono figure di irriducibili avversari del regime, come nel caso degli antifascisti Antonio Salidu e Pietro Cocco.

Nonostante l'antifascismo militante si fosse spento nel , le analisi di Girolamo Sotgiu rilevavano come i tentativi di ricostituire un movimento di opposizione al fascismo si collocavano negli anni della crisi economica e durante gli avvenimenti della guerra civile spagnola.

Se da un lato gli studi sull'antifascismo sardo ponevano in evidenza l'avversione delle popolazioni minerarie nei confronti del regime fascista, dall'altra si rimarcava l'importanza dell'esperienza antifascista degli emigrati iglesienti all'estero.

Nelle analisi di Brigaglia, il malessere riscontrabile nel contesto socio-economico isolano divenne argomento di primaria importanza nelle analisi degli emigrati sardi, utilizzato come forma di propaganda per stigmatizzare l'operato del regime fascista e difendere i valori della democrazia In questo contesto, l'antifascismo iglesiente assumeva un ruolo fondamentale di maturazione politica di quella porzione dei fuoriusciti politici ed emigrati, costretti a lasciare il contesto isolano per via della loro militanza antifascista, oltre che per la crisi economica che imperversava nel bacino minerario del Sulcis-Iglesiente.

A questo proposito, i lavori di Giampaolo Atzei hanno messo in evidenza come il flusso migratorio degli antifascisti iglesienti, in fuga dal controllo del regime fascista, avesse trovato un importante punto di accoglienza politica in diversi centri della repubblica francese Nelle sue considerazioni, la Francia rappresentava il principale paese d'accoglienza dei rifugiati politici, in 25 Ibidem.

Gli antifascisti sardi erano giunti alla guerra civile spagnola dall'emigrazione economica. Infatti, molti di questi erano emigrati in Francia soprattutto Parigi e Lorena , ma anche in Belgio e nella lontana Argentina.

In questo contesto, la componente dell'antifascismo sardo aveva fornito un supporto alle brigate internazionali ed ai volontari stranieri che furono incorporati nell'esercito popolare spagnolo Le ricerche d'archivio hanno permesso di individuare numerosi volontari sardi nell'esercito repubblicano, tra i quali si riscontrava la presenza di volontari originari dell'Iglesiente che combatterono nelle file delle brigate internazionali.

La presenza dei volontari italiani in Spagna si sarebbe protratto sino alle ultime fasi della guerra civile, quando il governo spagnolo prese la decisione di rimpatriare i combattenti delle brigate internazionali.

Nelle fasi successive all'esperienza della guerra spagnola, tuttavia, si aprirono le porte dei campi di internamento della Francia Meridionale, segnando un fase drammatica nelle vicende dell'esodo dei miliziani smobilitati Nonostante le precarie condizioni degli antifascisti internati, Francesco Manconi ha messo in evidenza come questi ultimi preferissero le difficili condizioni dell'internamento 30 Ibidem.

Antifascismo e Resistenza degli iglesienti durante la Seconda Guerra Mondiale Con l'avvento del secondo conflitto mondiale, in seguito alla dichiarazione di guerra del Regno d'Italia del giugno , il panorama politico isolano fu contrassegnato da un diffuso malcontento nei confronti del regime fascista, tanto che negli studi condotti da Luciano Marrocu sulla documentazione della pubblica sicurezza si riscontra una diminuzione della fiducia nell'avvenire del paese e delle istituzioni centrali Secondo i rapporti dei ministeri nazionali, la manodopera impiegata nel bacino minerario negli anni del conflitto era stata contrassegnata da una sensibile flessione occupazionale, comportando una situazione di stasi nel distretto minerario di Iglesias Utopia e progetto, Levi, Roma , p.

A parte queste considerazioni, ancora Brigaglia osservava come il secondo conflitto mondiale avesse aperto una frattura tra la popolazione isolana ed il regime, dando avvio ad una fase di crescente opposizione al fascismo che sarebbe stata alla base della ripresa del fronte antifascista.

Non erano mancate le denunce da parte degli organismi della Pubblica Sicurezza, soprattutto nei confronti di coloro che manifestavano il proprio dissenso nei confronti del fascismo e della guerra, organizzando la ricezione e l'ascolto clandestino di stazioni estere Radio Londra , come nel caso dell'iglesiente Efisio Demontis, denunciato per la diffusione di notizie sull'andamento della guerra apprese da Radio Londra.

Guerra aerea e vita civile , Laterza, Roma-Bari Come ha sottolineato Simone Sechi, mentre in Sardegna si discuteva sull'assetto politico democratico, nel resto d'Italia si continuava a portare avanti la lotta armata contro il nazifascismo.

Altra importante figura della "resistenza iglesiente" fu quella del brigadiere Gerardo Sergi, impegnato nel fronte della resistenza militare della capitale e fucilato durante l'eccidio delle Fosse Ardeatine Fu protagonista di varie azioni di sabotaggio e di importanti missioni di guerra, sfuggendo tre volte alla cattura.

Arrestato dalle SS in seguito a delazione, fu rinchiuso in via Tasso, nella cella n. In questo contesto, l'esperienza dell'antifascismo iglesiente, nelle sue variegate forme, ha fornito un significativo tributo al contrasto del sistema oppressivo rappresentato dal regime fascista, concorrendo alla ripresa della democrazia e delle idee repubblicane.

Iscritto alla rubrica di frontiera. Iscritto alla rubrica di frontiera Radiato Iscritto alla rubrica di Frontiera Iscritto alla rubrica di frontiera Radiato Confinato, Diffidato Ammonito Denunciato al tribunale Speciale Iscritto alla rubrica di rontiera Ammonito, Radiato Denunciato per offese al capo del Governo Ammentu, n.

Born in Guspini, he was the head of the Communist underground organization called "Core" and was arrested by the fascist police in May Sentenced to confinement for five years, he was assigned to the island of Ventotene and then transferred for health reasons to Castelli, in the province of Teramo.

In he returned to Sardinia and served under the Army. Pio Degioannis era un calzolaio. I capelli erano lisci e neri.

Il viso tondo con sopracciglia folte e occhi castani, naso grosso, fronte bassa e la bocca regolare con dentatura sana. Il colorito era pallido7.

Egli venne mandato in congedo illimitato dal 16 aprile e fu iscritto sul ruolo 71B della forza in congedo di Fanteria del Distretto Militare di Cagliari in data 12 maggio.

I fascisti, a conoscenza dei suoi trascorsi comunisti, lo presero immediatamente di mira e per tre mesi lo costrinsero a rincasare prima del tramonto del sole.

Regio Decreto n. Pio Degioannis prosegue il suo racconto asserendo che nel maggio del furono arrestati 11 attivisti per diffusione di manifestini di propaganda e vennero tradotti al carcere romano di Regina Coeli.

Io e altri 8 compagni ci affrettammo per gettare polvere agli occhi dei fascisti a costituire una Compagnia Filodrammatica in cui io ero impegnato a recitare sino al , e le prime recite furono a favore del patronato scolastico e le altre per le sezioni fasciste.

Egli infatti indiceva riunioni in campagna coi contadini, incontri con i minatori, sino a divenire il capo zona di tutte le cellule.

Mammana della Regia Questura di Cagliari. La perquisizione ha dato esito negativo Da una comunicazione del 25 giugno , prot. Questa missiva fu 10 Ibidem.

Il 5 luglio con prot. Ivi, missiva, doc. Inoltre la Questura di Cagliari in data 18 luglio , richiese al Comune di Guspini, una situazione di famiglia ed un certificato di nascita.

Dalla disamina dei due documenti si evince che a quella data il padre Efisio e la madre Maria erano deceduti e che il nucleo familiare era composta dai soli due fratelli, Pio e Giuseppe Il giorno 31luglio nelle carceri giudiziarie di Cagliari il maresciallo di P.

Guglielmo Spadafora e firmato oltre che dal segretario della Commissione anche da tutti i membri della stessa.

Il confinato politico chiese nel frattempo di poter corrispondere con i propri familiari. A stretto giro di posta il Ministero diede il suo parere positivo a che i familiari individuati potessero corrispondere